Febbraio e novembre segnano il Mese della Storia LGBTQ. È un momento in cui possiamo condividere storie avvincenti sui nostri eroi e sottolineare la notevole influenza della comunità arcobaleno nel plasmare il mondo in cui viviamo.
Questo mese, nel nostro primo articolo sulla Storia Arcobaleno, facciamo luce su una delle menti più brillanti del XX secolo, Alan Turing. Il suo intelletto ha rivoluzionato l’informatica moderna, il suo coraggio ha decifrato il codice Enigma nazista e la sua storia è un potente promemoria di come gli individui possano fare la storia nonostante i pregiudizi.
Una mente che ha trasformato il mondo
Nato nel 1912, Alan Turing è stato un genio della matematica che ha aperto la strada al campo che oggi chiamiamo informatica.
Il suo lavoro pionieristico sugli algoritmi e sulle macchine ipotetiche negli anni ’30 ha costituito la base per i dispositivi digitali su cui facciamo affidamento oggi, compreso quello che stai usando per leggere questo articolo. L’idea di Turing di una “macchina universale”, oggi nota come Macchina di Turing, è stata il prototipo dell’informatica moderna.
Il genio che ha infranto il codice infrangibile
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Turing entrò a far parte della squadra supersegreta di decifrazione di codici del governo britannico a Bletchley Park. Il suo lavoro di decifrazione della macchina tedesca Enigma ebbe un ruolo fondamentale nell’abbreviare la guerra e nel salvare innumerevoli vite umane.
Creando la macchina Bombe, Turing e i suoi collaboratori riuscirono a decifrare i messaggi in codice dei nazisti, ottenendo informazioni assolutamente vitali che cambiarono il corso della guerra.
Un uomo gay in un tempo di persecuzione
Anche se Turing fu un eroe della guerra, visse in un’epoca in cui essere gay era contro la legge. Nel 1952, fu accusato di “grave indecenza” dopo che la polizia scoprì che aveva una relazione con un altro uomo. Potendo scegliere tra la prigione e la castrazione chimica, Turing scelse la seconda. Dovette sopportare trattamenti ormonali forzati che devastarono il suo corpo e la sua mente. Solo due anni dopo, nel 1954, fu trovato morto per avvelenamento da cianuro, un probabile suicidio all’età di 41 anni.
Onoriamo la sua eredità
Ci sono voluti molti anni perché l’incredibile lavoro di Turing fosse pienamente apprezzato. Nel 2013, la Regina Elisabetta II lo ha perdonato ufficialmente dopo la sua morte e nel 2017 il governo britannico ha creato la “Legge Turing”, che ha graziato molte altre persone condannate in base a vecchie leggi contro i gay.
Se sei curioso di conoscere la vita di Turing e quanto abbia influenzato il mondo, dai un’occhiata al film del 2014 The Imitation Game (trailer su YouTube). Si tratta di una storia davvero potente sul lavoro della sua vita e sui momenti difficili che ha attraversato. Benedict Cumberbatch interpreta Turing e il film fa un ottimo lavoro nel mostrare sia i suoi straordinari risultati che il trattamento ingiusto che ha subito.
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